Sei uno sportivo e può capitare che tu venga sottoposto a test antidroga? Hai trovato un lavoro che ti richiede un regolare esame delle urine? O magari le Forze di Polizia ti hanno fermato e per questo devi fare un controllo?
Partiamo da un punto chiave: i test antidroga standard non cercano il CBD, ma il THC, la sostanza psicoattiva della cannabis. Il CBD, infatti, non ha effetti psicotropi ed è considerato sicuro; per questo non è l’obiettivo delle analisi.
Il problema può nascere solo se il prodotto a base di CBD contiene più THC del consentito. I test rilevano il THC perché, se presente in quantità elevate, può indicare un consumo di marijuana. La legge italiana fissa il limite allo 0,2% di THC, con una tolleranza tecnica fino allo 0,6%: entro questi valori non si incorre in sanzioni penali.
Per ridurre ogni rischio è fondamentale scegliere prodotti certificati, acquistati da rivenditori affidabili come Maria CBD Oil, e verificare sempre i test di laboratorio sul contenuto di THC. In questo modo, il rischio di un test positivo si abbassa drasticamente.
Detto questo, entrano in gioco anche fattori personali: uso eccessivo, frequenza di assunzione e predisposizione individuale all’accumulo di metaboliti possono influenzare l’esito degli esami. Per questo il consiglio resta uno solo: usare il CBD con buon senso e moderazione.
Se però il dubbio rimane, ha senso approfondire una domanda molto comune: quanto dura il CBD (e ciò che potrebbe accompagnarlo) nelle urine?
Si possono trovare tracce di CBD nelle urine?
Prima di tutto devi sapere che i cannabinoidi sono liposolubili. Significa che, dopo l’assunzione, entrano velocemente nel flusso sanguigno. Questo è il motivo per cui il loro effetto è così rapido dopo l’assunzione. Ma, dall’altra parte, significa anche che vanno a fermarsi nel tessuto adiposo.
I reni hanno poi il compito di espellere la sostanza e questo spiega il perché degli esami delle urine. Proprio per questo gli effetti del CBD sui reni è un tema di crescente interesse tra i più recenti studi scientifici.
La presenza e la permanenza di cannabinoidi nelle urine dipendono da diversi fattori:
- Frequenza di consumo: nei consumatori saltuari le sostanze tendono a rimanere nell’organismo per un periodo più breve.
- Quantità assunta: dosi più elevate possono prolungare i tempi di rilevabilità.
- Alimentazione: la dieta può influenzare il metabolismo dei cannabinoidi.
- Corporatura e massa grassa: una percentuale di grasso corporeo più alta può favorire l’accumulo dei metaboliti.
Da tutte queste variabili dipendono la quantità e la durata delle tracce di cannabinoidi nelle urine.
Abbiamo però detto che il CBD non è la sostanza ricercata dai test delle urine. Quindi, se anche dovessero essercene tracce, questo al momento viene considerato legale. Inoltre, a differenza degli Stati Uniti, in Italia non vengono eseguiti test antidroga così specifici se non in casi molto particolari. Nei test normali è difficile che emergano tracce di CBD, anche perché questo viene assorbito molto velocemente dall’organismo.
Quanto dura il CBD nelle urine?
Anche gli scienziati si sono chiesti quanto dura il CBD nelle urine e a darci una risposta è stato uno studio realizzato da un team di italiani composto da ricercatori dell’Università La Sapienza di Roma e da ricercatori del Centro Nazionale Dipendenze e Doping delle Marche. Lo studio è stato condotto proprio sulla cannabis light, data la sua vasta diffusione.
I partecipanti hanno fumato 1 grammo di cannabis light, ossia di cime contenenti una concentrazione di THC inferiore allo 0,2%. Dopodiché è stato realizzato uno screening dei fluidi, quindi un esame delle urine e della saliva.
Nei primi 30 minuti dopo aver fumato, nel fluido orale c’era una concentrazione di THC da 2,5 a 21,5 ng/mL. Poi il valore è diminuito progressivamente fino a restituire un esito negativo. Invece nelle urine è stato registrato un valore di 15,1 ng/mL di CBD e 1,8 ng/mL di THC.
La conclusione stabilita dai ricercatori è che i consumatori di una singola dose da 1 grammo di cannabis light non sono risultati positivi allo screening delle urine. Tuttavia, sarebbero risultati positivi se gli fosse stato effettuato uno screening in loco nella prima ora dopo aver fumato.
In caso di quantità superiore, si stima che il CBD possa rimanere nelle urine per circa una settimana, ma in alcuni casi anche più a lungo.
Secondo altre fonti scientifiche, se l’uso è prolungato nel tempo le tracce nelle urine possono essere visibili anche per diverse settimane.

Come si effettuano i test antidroga
Quando si parla di test antidroga, è importante sapere che non esiste un unico esame, ma diverse tipologie di controlli, ciascuna con tempi e finalità differenti, ovvero:
- Analisi del sangue: sono il metodo più rapido per individuare un uso recente di sostanze. Possono rilevare tracce di THC per circa 1 settimana nei consumatori saltuari e fino a 2–3 settimane in quelli abituali.
- Test delle urine: vengono utilizzati per verificare un consumo avvenuto in un arco di tempo più ampio, fino a circa 3 mesi, risultando più indicativi rispetto al sangue.
- Test del capello: permettono di risalire a consumi molto lontani nel tempo e possono coprire periodi di mesi o addirittura anni. Sono spesso richiesti dalle Forze dell’Ordine dopo un primo esito positivo delle urine.
Quanto tempo per smaltire il CBD
Come abbiamo visto poco fa, il periodo di tempo in cui le tracce di cannabinoidi rimangono nell’organismo varia da soggetto a soggetto, dalla frequenza di utilizzo e dalla quantità di prodotto assunta.
Il metabolismo è infatti diverso in ciascuno di noi e anche il metodo di assunzione fa una grande differenza.
Una dose viene smaltita abbastanza velocemente dall’organismo, come ha appena dimostrato il test effettuato dai ricercatori italiani. Problemi maggiori si presentano per i consumatori abituali. Tracce di cannabinoidi possono comparire nelle urine di un consumatore regolare, quindi un soggetto che consuma cannabis più volte alla settimana, fino a un mese dopo.
Ancora più grave è la situazione di chi assume cannabis più volte al giorno, perché i suoi esami possono rimanere positivi per addirittura 2 mesi.
Non esiste quindi una risposta che vada bene per tutti. Quel che è certo è che, se sai di avere dei test, è meglio limitare il consumo nel periodo antecedente. Per limitare l’esito nel test delle urine ti consigliamo di non consegnare la prima urina della giornata, più ricca di metaboliti, ma di urinare qualche volta prima di prelevare il campione per il test.
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Come smaltire CBD e THC
La buona notizia è che esistono dei “trucchi” per smaltire più velocemente i cannabinoidi. In realtà, ha tutto a che fare con le variabili che abbiamo elencato, quindi l’alimentazione e lo stile di vita. Questo vale più che altro per i test del sangue e delle urine, perché sul test del capello c’è davvero poco da fare.
Vediamo quali sono le abitudini che possono aiutarti a smaltire più rapidamente CBD e THC:
- Acqua: devi bere molta acqua al giorno, i due litri consigliati per mantenersi in salute, poiché l’acqua aiuta a depurare l’organismo e diluisce i cannabinoidi presenti nelle urine (affinché le tue urine non siano eccessivamente diluite, e non destino quindi sospetti, compensa con l’assunzione di un integratore a base di creatina);
- Dieta sana: come avrai già capito la durata delle tracce di cannabinoidi nell’organismo dipende anche dalla dieta poiché si legano alla massa grassa, ciò significa che devi limitare i cibi che aumentano la massa grassa in favore della massa magra;
- Attività fisica: sempre rimanendo in tema di massa magra, l’esercizio fisico ti può aiutare a bruciare i grassi, inoltre ti fa sudare e questo è un altro metodo per espellere le sostanze assunte.
Non si tratta di un rimedio magico, ma di buone abitudini da seguire se vuoi iniziare un periodo di astinenza. Il consiglio è sempre quello di dosare con sapienza il prodotto ed evitare di assumerlo se sai che hai di fronte un test da affrontare.
Assicurati di scegliere prodotti che non compromettano i test
Ora che sai quanto dura il CBD nelle urine puoi scegliere con maggiore consapevolezza quali prodotti assumere, quando e in che quantità. Il vero problema della cannabis è sempre il livello di THC contenuto, ecco perché la cannabis legale prevede una percentuale estremamente bassa.
Devi però fare attenzione alle leggi italiane perché, ad esempio, in Italia è vietato fumare cannabis, anche quella light. Questo significa che non potrai giustificarti dicendo che hai fumato della cannabis legale.
In generale, l’organismo smaltisce abbastanza velocemente il CBD. L’importante è che tu scelga sempre dei prodotti legali e che ne segua sia le modalità d’uso che il dosaggio consigliato.
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FAQ
In linea generale no, perché i test antidroga standard non sono progettati per rilevare il CBD, ma il THC e i suoi metaboliti (in particolare il THC-COOH). Tuttavia, un falso positivo può teoricamente verificarsi se il prodotto a base di CBD contiene tracce di THC superiori a quelle dichiarate oppure se viene assunto in quantità molto elevate e per periodi prolungati.
No. I test non distinguono l’origine del THC, ma rilevano solo la sua presenza e concentrazione. Questo significa che, se il valore soglia viene superato, non conta se il THC proviene da cannabis light o da marijuana: il risultato sarà comunque positivo.
Nei test antidroga più comuni il cut-off per il metabolita del THC (THC-COOH) è generalmente fissato a 50 ng/mL per lo screening iniziale e a 15 ng/mL per le analisi di conferma. Valori inferiori a queste soglie non vengono considerati positivi, anche se possono essere presenti tracce minime.
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