La cannabis terapeutica sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nel trattamento del dolore cronico, soprattutto nei casi in cui le terapie tradizionali risultano poco efficaci o gravate da effetti collaterali importanti. Con la nuova Legge della Strada, i pazienti in terapia potrebbero inoltre dover dimostrare l’uso medico tramite una tessera digitale per la cannabis.
Il dolore cronico è una condizione complessa che incide profondamente sulla qualità della vita di milioni di persone. Per questo motivo, la comunità scientifica sta approfondendo il potenziale della cannabis e dei suoi principali composti, tra cui il CBD per il dolore cronico, neuropatico e infiammatorio.
Nonostante l’interesse crescente, l’uso medico della cannabis rimane un tema regolamentato e dibattuto. Comprendere le differenze tra cannabis terapeutica e CBD, così come il loro impatto sull’organismo, è fondamentale per valutare in modo consapevole il loro possibile contributo al benessere dei pazienti.
La cannabis dà benefici in caso di dolore cronico?
La cannabis terapeutica è una pianta che ha una lunga storia di utilizzo per il trattamento di una varietà di condizioni mediche, tra cui il dolore cronico. Ci sono prove che suggeriscono che la cannabis può essere efficace su differenti livelli.
Ecco alcuni dei potenziali benefici della cannabis terapeutica per il dolore cronico:
- Riduzione del dolore: la cannabis può essere efficace nel ridurre il dolore di natura sia acuta che cronica, quindi quello che perdura anche dopo l’eliminazione della causa del dolore;
- Miglioramento della qualità del sonno: può migliorare la qualità del sonno in chi soffre di insonnia a causa dei dolori;
- Riduzione dell’ansia e della depressione: può ridurre i sintomi dell’ansia e della depressione in persone che si vedono limitate nella loro vita quotidiana a causa del dolore.
Se stai considerando l’uso della cannabis terapeutica per il dolore cronico, è importante parlare con il tuo medico. Uno specialista può aiutarti a determinare se la cannabis è il trattamento giusto per te, nonché trovare il dosaggio e il metodo di somministrazione più adatti alle tue esigenze.
Cosa dice la scienza sulla cannabis terapeutica
La cannabis terapeutica per il dolore cronico è sicuramente uno dei temi più caldi a livello scientifico e sono stati realizzati moltissimi studi, tra cui:
- Medicinal Cannabis for Treatment of Chronic Pain, 2025: uno studio che ha coinvolto 984 pazienti con dolore cronico e che ha rivelato che due terzi dei partecipanti ha riportato un miglioramento significativo del dolore e una migliore qualità del sonno grazie all’uso della cannabis medicinale.
- Living Systematic Review on Cannabis and Other Plant-Based Treatments for Chronic Pain, 2025: gli esperti hanno analizzato in maniera comprensiva gli studi clinici su cannabis e trattamenti vegetali per il dolore cronico e subacuto in adulti, evidenziando benefici clinicamente rilevanti nel sollievo dal dolore in vari contesti e documentando prove di effetti positivi in determinate condizioni dolorose.
- Cannabidiol (CBD): A Systematic Review of Clinical and Preclinical Evidence in the Treatment of Pain, 2024: una revisione sistematica che indica che il CBD ha mostrato evidenza clinica e preclinica nel ridurre il dolore cronico e infiammatorio, grazie alle sue proprietà analgesiche e antinfiammatorie, suggerendo potenziale beneficio nel trattamento del dolore persistente.
Qual è la cannabis considerata terapeutica?
In Italia, la cannabis terapeutica è quella prodotta dall’Istituto Farmaceutico Militare di Firenze. La cannabis terapeutica è disponibile in due formulazioni: Cannabis FM1 e Cannabis FM2.
A questo punto dobbiamo fare una distinzione tra cannabis terapeutica e cannabis light. La cannabis light è una varietà di cannabis che ha un basso contenuto di THC (tetraidrocannabinolo), il principio attivo che produce gli effetti psicoattivi della cannabis. Questa caratteristica la rende legale in Italia e acquistabile liberamente in negozi specializzati o in tabaccheria.
La cannabis terapeutica ha un contenuto di THC più elevato rispetto alla cannabis light, il che significa che può avere effetti psicoattivi. Infatti, la FM1 ha un livello di THC che può arrivare fino al 20%, mentre la FM2 fino all’8%.
Quindi quale cannabis per il dolore è più efficace? Alcuni studi hanno dimostrato che anche la cannabis light può dare risultati soddisfacenti nel trattamento di alcune condizioni, poiché le proprietà terapeutiche del CBD sono molto potenti.
Il CBD per la terapia del dolore sta vantando sempre più consensi e testimonianze dal mondo scientifico che cerca rimedi alla portata di tutti che non comportino controindicazioni gravi.
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Come si assume la cannabis terapeutica?
| Metodo di assunzione | Come funziona | Caratteristiche principali |
| Via orale | Assunzione tramite decotto (infiorescenze bollite in acqua), olio CBD o capsule | Effetto più graduale e prolungato nel tempo; adatta a terapie continuative |
| Via inalatoria | Inalazione del vapore prodotto da vaporizzatori che riscaldano infiorescenze o olio | Assorbimento rapido dei cannabinoidi; effetto più immediato |
| Uso topico | Applicazione sulla pelle di creme, gel o unguenti a base di cannabis | Indicata per dolori localizzati e infiammazioni; azione mirata |
Quali sono gli effetti collaterali della cannabis terapeutica?
Gli effetti collaterali della cannabis terapeutica possono variare da persona a persona e dipendono da diversi fattori, come il metodo di assunzione, la dose, la sensibilità individuale e le condizioni mediche preesistenti.
Effetti collaterali comuni:
- Secchezza delle fauci;
- Rossore degli occhi;
- Sonnolenza;
- Alterazioni della percezione, come distorsioni visive o uditive;
- Ansia e paranoia;
- Problemi di memoria e apprendimento (in caso di uso prolungato);
- Tachicardia;
- Abbassamento della pressione sanguigna.
Effetti collaterali meno comuni:
- Vertigini;
- Nausea e vomito;
- Dolori addominali;
- Aumento dell’appetito;
- Difficoltà respiratorie, in persone con malattie respiratorie preesistenti.
È importante sottolineare che la maggior parte degli effetti collaterali della cannabis terapeutica è lieve e temporanea. Il rischio di effetti collaterali gravi è basso, soprattutto se assunta sotto la supervisione di un medico. Esistono inoltre diverse strategie per minimizzare gli effetti collaterali, come iniziare con dosi basse e aumentare gradualmente, scegliere il metodo di assunzione più adatto e informare il medico di qualsiasi effetto indesiderato si verifichi.
Dove acquistare la cannabis per uso terapeutico?
La cannabis terapeutica è considerata un farmaco e, in Italia, può essere acquistata solo in farmacia con prescrizione medica, presso strutture autorizzate. Questo perché i prodotti destinati al pubblico devono avere un contenuto di THC inferiore allo 0,2%: oltre questa soglia l’uso è consentito esclusivamente in ambito medico.
L’erba legale a base di CBD, invece, è liberamente acquistabile anche online, senza ricetta. Pur essendo più accessibile, è sempre consigliabile chiedere un parere medico, soprattutto per individuare il dosaggio più adatto.
Per chi cerca un’alternativa naturale al trattamento del dolore, dell’ansia o dell’insonnia, il CBD rappresenta una soluzione efficace e priva di effetti psicoattivi. Maria CBD Oil offre una gamma selezionata di erba legale e prodotti al CBD di qualità, come oli, capsule e creme, pensati per favorire un benessere naturale e consapevole.
FAQ
La cannabis terapeutica è un farmaco prescritto dal medico, utilizzato soprattutto per il trattamento del dolore cronico, neuropatico e di alcune patologie resistenti alle terapie tradizionali.
La cannabis terapeutica contiene THC oltre lo 0,2% ed è acquistabile solo in farmacia con prescrizione. L’erba legale, invece, è a base di CBD, ha THC nei limiti di legge ed è acquistabile liberamente.
Sì, è legale ma solo se prescritta da un medico e acquistata in farmacie autorizzate dal Ministero della Salute.
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